TRANQUILLO CORTIANA

Santo Stefano di Cadore. La Piave scorre sotto i miei occhi, in mezzo alla neve. Rapida, piccola, vivace, rumoreggia tra i sassi l’invito a risalire quella limpida corrente, a rincorrere quell’onda audace, a scoprire dove nasce, dove muore e dove vive il “Fiume Sacro alla Patria”. Una lusinga che mi conquista senza possibilità di replica. Il viaggio è deciso. Qualche mese più tardi a riempire l’obiettivo della mia macchina è una piccola ribollente polla d’acqua alle pendici del Monte Peralba che fugge tra i sassi e l’erba in un gorgogliante rigagnolo. Intorno a me il palcoscenico più spettacolare che esista: la natura. Un teatro senza né biglietteria né sipario. Una tourneé senza mai né una replica né una sosta. L’imbarazzo di fronte al progetto fotografico è presto divenuto un trampolino di lancio da cui provare un nuovo salto. Il viaggio è stato lungo e forse non sarebbe ancora finito, ma la tappa raggiunta è una sorprendente pinacoteca di luci e di colori, ritratti della grandiosa opera della natura e della presenza dell’Homo sapiens. Il valore aggiunto è senza dubbio che ho potuto condividere l’immagine di ogni scatto con la scrittrice. Io, in silenzio, con l’occhio dentro l’obiettivo a cercare la luce con cui scrivere sensazioni ed emozioni, e lei, in silenzio, con l’orecchio dentro il mondo attorno a cercare la voce di quella stessa luce. E’ stato un viaggio fantastico!

CHIARA RAMPAZZO

Condividere il progetto fotografico di Tranquillo sulla Piave è stato una di quelle imprevedibili occasioni che la vita organizza a sorpresa, grazie al quale ho potuto esprimere il mio segreto piacere di scrivere quanto la natura continua intimamente a confidarci. Discendere la Piave dalla sorgente alla foce, e poi risalirla dalla foce alla sorgente, è stato un viaggio intenso e così ricco che davvero solo uno scatto fotografico può raccontare e solo l’ascolto appassionato può condividere. Ci sono paesaggi, storie e volti che si sono impressi in me per la bellezza e la semplicità con cui esprimono una relazione – quella tra uomo e natura – dove le forze in gioco sono potenti e al contempo effimere e delicate, semplici eppur mai banali, intraprendenti ma non sempre sagge. Di questa coinvolgente storia d’amore la Piave ne è tutt’oggi museo e teatro insieme. Io, consapevole che le parole sono sempre troppo piccole e in qualche modo inadeguate per raccontare la bellezza, ho provato e ho osato divenire cassa di risonanza delle forme e dei colori, dei suoni e degli odori, delle atmosfere e degli umori che la Piave regala a chiunque la voglia conoscere.